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il novecento

Tra i legni, il più usato è quello di quercia. Cominciano a diffondersi nell’Europa settentrionale delle credenze chiuse per la conservazione dei cibi: un tipo particolare costituito da una cassone con sportelli e sorretto da gambe che partono da un basamento viene detto buffet. Verso la fine del XIII secolo si sviluppa una particolare decorazione dei pannelli dei mobili a forma pieghettata, intagliata a rilievo sul fondo liscio, che viene detta a pergamena.
In Spagna il mobilio dell’epoca gotica, prevalentemente realizzato utilizzando legni di alberi da frutta e di castagno, risente dell’influenza orientale, diretta conseguenza della lunga dominazione araba. Tale influsso moresco innesta sulle forme gotiche l’uso massiccio del cuoio, l’utilizzazione di legni policromi e il ricorso ad intarsi minuti.
In Italia il mobile gotico si sviluppa nelle zone settentrionali mentre Con l’inizio del nuovo secolo si affermano le avanguardie stilistiche in una ricerca di nuovi indirizzi secondo un processo che si completa negli anni Venti. In Francia si diffonde lo stile Art Déco con mobili essenziali, rigidi e colorati. Si rilanciano le vecchie tecniche di decorazione, come la lacca, il cuoio inciso e colorato, nascono nuove impiallacciature con lo zigrino e il vetro che vanno a rivestire le superfici lignee. Le forme dei mobili diventano stilizzate, geometriche e monumentali.el resto del paese l’arredamento adotta ancora delle semplici linee essenziali.

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Si affermano tre nuovi tipi di mobili: l’armadietto da cocktail, il mobile per la radio e per il grammofono.

Nel decennio che va dal 1930 allo scoppio della seconda guerra mondiale, l’Italia, pur inserendosi in un contesto stilistico-evolutivo di respiro internazionale, elabora giocoforza caratteri spiccatamente nazionali.

In Germania il razionalismo dei modelli disegnati da Le Corbusier, che realizza una estrema semplificazione nei suoi mobili non concedendo nulla alla decorazione, si trasforma nel nuovo mobilio in tubi di acciaio che sopravvive fino ai giorni nostri. L’Italia sviluppa una produzione autonoma che trova la sua massima espressione nella figura di Giò Ponti.

Nel secondo dopoguerra la produzione del mobilio vede emergere, oltre al gusto prettamente scandinavo, il design italiano che negli anni Cinquanta presenta figure decisamente all’avanguardia come Ponti, Mollino e Castiglioni. Seguiranno nuovi gruppi d’avanguardia come il Neo-Liberty, la Pop-art e il Post-Modern, ricerche formali per arrivare a mobili sempre nuovi e diversi.

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